Nuova IMU: come funziona e cosa cambia
La nuova IMU prevista e disciplinata dalla legge di bilancio 2020 porta delle novità importanti in materia di imposizione fiscale, nel rispetto del piano anti-evasione previsto dal secondo Governo Conte. La novità più importante è che la nuova Imu, a partire dal primo gennaio 2020, ingloberà al suo interno anche la Tasi, che formalmente viene abolita. Le due imposte, che si fondavano oramai su presupposti applicativi talmente simili da creare una sorta di duplicazione di imposta, vengono ora riunite, anche per semplificare la vita ai contribuenti, che potranno pagare comodamente la nuova imposta tramite F24, bollettino postale compatibile con l’F24 e piattaforma PagoPa.

Ora però vediamo quali sono le principali novità apportate dalla legge di bilancio 2020 alla nuova Imu e cosa invece è rimasto invariato.
Nuova IMU: le principali novità
La principale novità che riguarda la nuova Imu è che, a partire dal primo di gennaio 2020, la Tasi viene abolita formalmente. In sostanza quindi la Nuova Imu va ad unificare Imu (dovuta dai possessori di immobili) e Tasi (tributo per i servizi indivisibili), con l’intento di rendere più semplice il pagamento e abolire una forma impositiva che prevedeva presupposti applicativi quasi uguali, ossia la detenzione o il possesso di fabbricati e aree edificabili. L’Uic in questo modo risulta composta dalla nuova Imu e dalla Tari, che resta quindi in vigore.
Abolita con la nuova legge di bilancio l’esenzione prevista per i titolari di pensione estera iscritti all’Aire, in riferimento agli immobili disabitati presenti sul territorio nazionale.
Altra novità di rilievo, l’inclusione tra le abitazioni principali e assimilate della casa familiare che viene assegnata al genitore affidatario dei figli, in virtù di un provvedimento del giudice e che costituisce, ai fini dell’applicazione dell’imposta, diritto di abitazione in capo all’assegnatario, che quindi diventa un nuovo soggetto passivo IMU.
Novità positiva per i conduttori d’immobili, che non saranno più gravati dall’imposta che sarà posta a totale carico dei proprietari locatori.
Più poteri ai sindaci in materia di aliquote. A loro la legge di bilancio attribuisce infatti la facoltà di aumentare ridurre o abolire l’imposizione Imu tramite delibera del consiglio comunale.
Le nuove aliquote IMU
Restando sul tema delle aliquote Imu, la legge di bilancio le ha riformate, fissando quella base nella misura dell’8,6 per mille con la possibilità, per i sindaci, di aumentarla di due punti percentuali, ovvero di portarla al valore massimo del 10,6 per mille. Ai sindaci però viene dato anche un altro potere, ovvero quello di ridurla o di azzerarla, purché ciò avvenga sempre con delibera comunale. Limitatamente al 2020 l’aliquota Imu potrà essere elevata inoltre fino al limite massimo dell’11,4 per mille, solo nei Comuni che avevano già innalzato Imu e Tasi.
Ai Comuni la facoltà di elevare l’aliquota base dello 0,5% prevista per le abitazioni principali di lusso dello 0,1 %, salva la possibilità, anche in questo caso, di azzerarla con delibera del consiglio comunale.
Per quanto riguarda le altre aliquote fissate dalla legge di bilancio 2020, eccole qui elencate:
– 0,1% sui fabbricati rurali di tipo strumentale;
– 0,1% elevabile allo 0,25% per gli immobili non locati delle imprese di costruzioni,
– 0,76% per i terreni agricoli;
– 0,76% per i fabbricati appartenenti alla categoria D.
Cosa resta invariato
La legge di bilancio 2020 non porta solo novità, ma anche conferme. Viene mantenuta infatti l’esenzione già prevista in passato per Imu e Tasi relativamente alla prima casa adibita ad abitazione principale ovvero a sede della residenza anagrafica del contribuente e del suo nucleo familiare. Esenzione che si estende anche alle pertinenze relative alle categorie catastali C6, C7 e C2.
Invariate anche le scadenze previste per il pagamento. La prima rata scade infatti il 16 giugno. Entro questa data il contribuente è tenuto a pagare il 50% dell’importo che ha pagato nel 2019 per Imu e Tasi. La seconda rata a saldo invece scade sempre il 16 dicembre.
Restano ferme le agevolazioni già previste del 50% per chi concede la propria casa in comodato gratuito ai propri figli, così come per gli immobili inagibili e inabitabili.
Confermata anche l’agevolazione del 25% per chi concede in locazione una seconda o una terza casa stipulando un contratto a canone concordato.
Per le abitazioni di lusso appartenenti alle categorie catastali A1, A8 e A9 invece, nessuno sconto o agevolazione. Resta infatti confermata l’applicazione dell’imposta.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
TI POTREBBE INTERESSARE
La manovra 2020 prevede importanti novità in materia di tasse. La Tasi infatti scomparirà per lasciare il posto alla nuova Imu. Un modo per risolvere una situazione davvero ingarbugliata che ha creato non pochi problemi ai contribuenti, costretti a pagare due tasse diverse sui beni immobili, con presupposti applicativi che hanno dato vita a inutili sovrapposizioni.
Leggi tutto
IMU SECONDA CASA:QUANDO SI PAGA
L’IMU, acronimo che sta per “imposta municipale unica sugli immobili”, è una tassa applicata sulla componente immobiliare del patrimonio. Pertanto, salvi alcuni casi di esclusioni, chiunque possiede un immobile, un terreno o un’area edificabile è tenuto al suo versamento.
Leggi tutto










